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Intervista all'illustratore Gianni De Conno

di Carla Castagno
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Navigando in rete e cercando informazioni sul mondo dell'illustrazione mi sono imbattuta nell'email dell'attuale presidente dell'Associazione Illustratori: Gianni De Conno.
Non so se vi è mai capitato di andare in libreria e aver voglia di comprare un libro solo per smontarne la copertina e appendervela in salotto. A me capita quando ne vedo una illustrata da De Conno. Perciò non ho potuto resistere alla tentazione di contattarlo e chiedergli un piccolo contributo alla mia sezione di articoli.
Ha risposto al telefono con voce leggera e calma e mi ha concesso un bella chiacchierata di quasi un'ora, seguita poi dalla email che vedete qui sotto riportata.
Cosa è venuto fuori dalla chiacchierata al telefono che non appare nell'email? Una grande passione per il suo lavoro e un immenso desiderio di far comprendere il mondo dell'illustrazione.
- Come si è avvicinato al mondo dell'illustrazione?
Dopo aver finito il liceo artistico ho frequentato la scuola di cinema seguendo i corsi di scenografia e cinema d'animazione.
Ho iniziato poi a lavorare nel cinema d'animazione come scenografo e realizzando storyboard. In parallelo sono arrivati i primi lavori di visual per la pubblicità (layout e storyboard). Quando l'animazione in Italia è entrata in crisi, ho proseguito come visual e ho iniziato a collaborare con l'editoria come illustratore. Il passo successivo è stato quello di passare dall'editoria per adulti, riviste e copertine di libri, a quella per ragazzi che ora è da oltre dieci anni il campo privilegiato, pur continuando saltuariamente a realizzare copertine per adulti e qualche collaborazione nelle fasi d'impostazione per il cinema d'animazione.
- Cosa ne pensa delle scuole e dei corsi di illustrazione? Sono necessari a suo parere?
Credo siano fondamentali. Una cosa è saper disegnare e un'altra cosa è fare l'illustratore, e saper disegnare non basta a fare un buon illustratore.
Molti si avvicinano all'illustrazione con l'obbiettivo di fare gli illustratori per ragazzi, credendo che sia la cosa più semplice nell'ambito dell'illustrazione.
Niente di più sbagliato. L'illustrazione per ragazzi, o bambini, è tra le cose più difficili che ci siano. Per questo sono convinto che una scuola d'illustrazione sia necessaria, sempre che i corsi siano seri, con docenti professionisti ed esperti e con programmi che contribuiscano a una seria formazione professionale e culturale. Purtroppo molte scuole che propongono corsi d'illustrazione in realtà non sono altro che dei corsi di disegno, forse più evoluto di quello praticato a livello accademico, ma nulla a che vedere con l'illustrazione e tanto meno che con l'illustrazione per ragazzi. Il risultato è poi quello di avere degli hobbisti evoluti ma non dei buoni illustratori.
- Quando le propongono un lavoro da cosa parte per creare le sue immagini?
Non esiste una metodologia sul che fare, ma piuttosto un lungo elenco di cose da non fare. E la prima cosa da non fare è dire: questo racconto è brutto.
La prima cosa è ovviamente il confronto con il testo, e ogni testo ha le sue caratteristiche, a volte palesi a volte nascoste, e le sue metafore.
Cercare di leggerlo nel modo giusto è un passo fondamentale.
Non ci sono punti di partenza predefiniti, o ispirazioni guida. Ogni testo è diverso dall'altro e le suggestioni, o le ispirazioni, sono a volte molto lontane da quel che naturalmente si potrebbe considerare attinente. A volte si parte da un particolare, magari assolutamente secondario, a volte da una sensazione generale senza nulla di definito. In linea di massima mi accorgo che alla fine a volte tendo a raccontare con le immagini una storia parallela a quella scritta con le parole, che parte da questa ma che la 'rivede' a volte cambiandola o narrando contemporaneamente altro, ma plausibile con la storia. Credo che l'illustratore non abbia il compito di rendere visibile la parola ma di raccontare con un altro linguaggio la sua storia, che nasce dal testo ma che per forza di cose non può essere identica.
Direi che è lecito tradire il testo non mortificando la storia.
- Quali sono le tecniche che preferisce?
Acrilico, olio e digitale. Mai mischiate tra loro.
- Cosa ne pensa del prepotente avvento del computer nel mondo artistico?
Non ho pregiudizi sull'uso del computer e delle tecniche digitali nell'illustrazione. Ci sono bellissime illustrazioni realizzate in digitale.
Il problema potrebbe porsi se si considera l'uso del digitale come la soluzione a carenze compositive e tecniche o come la panacea a ogni problema.
Consiglio sempre, a chi si avvicina al mondo dell'illustrazione, di continuare a lavorare con le tecniche tradizionali e di approfondirne la conoscenza. E di considerare il digitale una tecnica come un'altra, con i suoi pregi e i suoi difetti, che inizia a dare i suoi frutti solo con una buona preparazione tradizionale alle spalle e molta pratica.
- Cosa non deve mancare ad un buon illustratore? E cosa invece un illustratore non dovrebbe mai fare?
Credo che chi riesce a comunicare emozioni attraverso qualunque forma artistica abbia un dono. L'umiltà e la consapevolezza di questo non dovrebbero mai venir meno insieme all'entusiasmo. Non credo sia possibile fare l'illustratore in maniera fredda e meccanica, anche se per la natura stessa dell'illustrazione il lato professionale obbliga a un confronto meno romantico con il proprio lavoro. Una irrisolvibile schizofrenia tra sentimento e ragione.
- Che consiglio darebbe a un giovane che voglia intraprendere la carriera dell'illustratore?
Penso che questo sia uno dei mestieri più affascinanti e più difficili. Avvicinarsi all'illustrazione supponendo che sia semplice e "facile" può rivelarsi un tragico errore. Quindi l'unico consiglio che mi sento di dare è, prima di tutto, chiarirsi molto bene sul cos'è l'illustrazione e cosa vuol dire fare l'illustratore. Potrebbe apparire banale un consiglio come questo ma, per l'esperienza che ho maturato tenendo corsi, la non conoscenza sul che cos'è l'illustrazione è pressochè totale. Esiste l'Associazione Illustratori, così come esistono molti professionisti disponibili a dare informazioni e consigli, perchè non aprofittarne?

Gianni De Conno vive e lavora a Milano. Oltre a fare l'illustratore tiene corsi di illustrazione ed è attualmente presidente dell'Associazione Illustratori. Pubblica con numerose case editrice italiane ed estere e ha vinto parecchi prestigiosi premi del settore.
Intervista realizzata il 21 ottobre 2005

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